
La passione per i cani, quando cominci a comprendere il loro mondo non è qualcosa che riesci a reprimere o accantonare. Ti prende dentro e la voglia di conoscere e mettersi in gioco con un nuovo cucciolo diviene quasi un’esigenza. Dopo Asia la voglia di istaurare un rapporto con una nuova razza di lavoro e mettersi in gioco è stata quasi un esigenza, così durante il Corso Addestratori ENCI arrivò Margot.
Se con il secondo cane fu tutto molto casuale e dettato solamente da informazioni superficiali rubate qua e là, per il terzo è stata tutta un’altra storia. Avevo materiale sufficiente per operare una scelta più ponderata, o quanto meno, cominciavo a comprendere dove stava la testa e la coda del cane.
Margot è un border collie dal manto rosso e bianco, con il muso pieno di vitiligini che le danno quell’aria sbarazzina ed un pò monella, quello che in effetti in realtà è, una vera e propria faccia da sberle.
Le doti di razza son quelle tipiche di un cane pastore, una spropositata attenzione verso il proprio conduttore al quale, se considerato tale, diviene quasi simbiotica e morbosa. La richiesta di attenzione è all’ordine del giorno, a volte manifestata attraverso fastidiosi abbai altre con quello sguardo invasivo e penetrante che contiene quel messaggio mantra “Allora cosa facciamo?”. La loro innata energia deriva dal bisogno fisico, ma più ancor di più mentale, di lavorare insieme al loro umano, qualunque tipo di lavoro che richieda una collaborazione reciproca. Nascono così quegli infiniti trenini con la pallina che Ti portano e riportano all’infinito tanto che alla fine, per sfinimento, facciamo sparire in angoli che si presume non verrano mai scoperti, anche se, non capiamo come poi riescano a tirarne fuori da chissà dove una nuova.